Safari Fotografico

La fotografia e il Safari

Fino agli anni 70’ per safari in Africa si intendeva un safari di caccia.
Caccia grossa, con i big five protagonisti: leone, elefante, bufalo, leopardo e rinoceronte. Gli scritti di Hemingway e film con l’immancabile white hunter bello e burbero e la bionda di turno in abiti kakhi hanno contribuito a crearne il mito.
Dagli anni 80’ circa in avanti l’Africa si è aperta ad un turismo più accessibile anche ai normali viaggiatori e non solo ai cacciatori, anzi, molti paesi , come il Kenya, hanno chiuso la caccia grossa concentrandosi sulla conservazione mediante la creazione di parchi nazionali e riserve naturali che hanno cominciato ad attrarre sempre più visitatori armati di fotocamere invece dei fucili.
Il safari, parola swahili che significa semplicemente “viaggio” , è diventato così safari fotografico.
Quindi oggi la preda più ambita non è più il bufalo dal maestoso trofeo o il kudu dalle meravigliose corna a spirale. La preda oggi è il momento, lo scatto rubato, l’animale congelato nell’attimo che diventa eterno di uno scatto.
In questo modo non si misura più la lunghezza di corna o la bellezza di un mantello, ma si misura la luce, l’esposizione e soprattutto l’inquadratura perfetta.

Per dei ricordi perfetti

La sensibilità del fotografo trasforma il semplice leone in una sfinge nel sole del pomeriggio, un elefante in carica in un’emozione di adrenalina percepibile da chiunque veda la foto. L’abilità del fotografare in savana diventa abilità di condividere, con chi in Africa non è, le stesse sensazioni di chi invece ci è nel momento in cui scatta. Ad esempio fare sentire il caldo e tutta l’aridità di una vasta area condensandole in una acacia senza foglie, isolata in un mare di terra rossa, o trasmettere il brivido nella polvere dietro la quale avanza minaccioso un elefante, rappresentare un popolo attraverso occhi che guardano un obiettivo.
Questo è quello che hanno sempre fatto i più abili fotografi. I turisti invece si sono sempre limitati a scattare fotografie con compatte macchine fotografiche riportando a casa una serie di monotonissime fotografie di bush. Fotografie che venivano mostrate ad amici e parenti annoiati che cercavano di distinguere improbabili puntini in banali inquadrature.. ma questo avveniva fino a pochissimo tempo fa….
Al contrario oggi, grazie l’evoluzione del digitale, la possibilità di dedicarsi alla fotografia in safari permette a tutti di raggiungere risultati semi professionali ,dunque il safari diventa un vero safari fotografico anche per i meno esperti .
Il safari fotografico quindi non prevede animali abbattuti ma “presi” in scatti che spesso possono essere come quelli che un tempo si potevano vedere solo sulle riviste specializzate.

In breve

Certamente non basta avere l’attrezzatura giusta, di sicuro ci vuole la capacità di usarla ma soprattutto la capacità di trovare il momento. Infatti gli animali non sono in posa e le situazioni più particolari non sono facili da trovare. Dopo anni di safari mi sono resa conto che gli scatti migliori non sono quelli in situazioni particolari come cacce o nascite ma sono quelli indovinati nelle situazioni più normali, dove un dettaglio, o più dettagli , hanno fatto la differenza. E’ difficile resistere alla tentazione di scattare la banale e piatta foto al leone che attraversa la pista, ed altrettanto difficile è capire l’attimo per trasformare la foto di un martin pescatore in uno scintillio di colori e gocce d’acqua. La fortuna e la pazienza sono le due chiavi per un safari fotografico ben riuscito, sia per chi vuole scattare foto che per chi vuole semplicemente osservare gli animali.
In ogni caso alcuni consigli ed alcune soluzioni possono fare la differenza , eccone alcuni che spero possano venirvi utili nei vostri prossimi safari (ovviamente con Bush Company!).

 

CONSIGLI PER UN SAFARI FOTOGRAFICO

Il consiglio per chi intende effettuare un safari fotografico con l’attrezzatura ideale è quello di procurarsi un buon corpo macchina reflex digitale, uno obiettivo grandangolo di almeno 18mm e avere uno zoom di almeno 300mm. Per chi intende spendere un po’ di più e portarsi appresso più peso e impiccio , i risultati ottenibili con zoom oltre i 400mm stabilizzati sono impagabili.

Comunque a prescindere dal tipo di attrezzatura che state utilizzando , che si tratti di un ultimo modello di reflex con uno zoom potente e stabilizzato o che stiate utilizzando una piccola compatta, la composizione dell’inquadratura è fondamentale. Spesso gli animali non sono vicini e non si trovano dove noi vorremmo che stessero per la nostra foto, quindi a meno che non abbiamo la possibilità di fotografarlo in primo piano, meglio non cercare di avvicinarlo né tanto meno di centrarlo nella foto, anzi è consigliabile metterlo in un angolo in basso dell’inquadratura, che verrà composta dando la prevalenza al paesaggio circostante al nostro animale. In questo modo il nostro soggetto si troverà ospitato nella foto e acquisirà valore lui stesso, diventando un prezioso dettaglio della foto stessa.
Una volta stabilito che il soggetto deve essere parte della foto e non l’oggetto della foto, fate attenzione che nel lasciarlo in un angolo esso sia rivolto , se di profilo o nel suo movimento ed azione, verso il centro della foto stessa. Altrimenti darà una sgradevole sensazione di volere “uscire” dalla foto o di trovarsi lì per sbaglio.

Creativita’ nelle foto

Nel caso in cui , anche senza nessun animale in scena, volessimo raffigurare un paesaggio, per quanto non si debbano seguire regole ma la propria sensibilità e fantasia , la regola dei 2/3 non può essere disobbedita. Si deve decidere, o quasi tutto cielo o quasi tutta terra. Mai lasciare la linea dell’orizzonte a metà della foto, si tratta di una regola semplicissima che, se rispettata, darà alla vostra immagine una sensazione di spazio e di grandezza molto superiori. Insomma una specie di effetto 16:9 senza avere variato le proporzioni della fotografia.

Se abbiamo la fortuna di avere fra le mani un ottimo zoom , o se l’animale è davvero vicino a noi, allora possiamo dedicarci ad un primo piano, ma perché la povera giraffa non sembri in posa per la foto del suo passaporto sarebbe meglio però concentrarci su un dettaglio, il mantello, un occhio  o un muso che bruca.

Consigli

In Africa durante il safari fotografico moltissime volte c’è sempre talmente tanta luce che il rischio di mosso non è elevato a meno di usare obiettivi potenti non stabilizzati o di fotografare in movimento.
In ogni caso un sacchetto pieno di fagioli o sabbia da utilizzare al posto del treppiede per appoggiare la fotocamera sul finestrino o tetto del mezzo rappresenta la scelta ideale per evitare il mosso.

E’ consigliabile avere un po’ di dimestichezza con la misurazione della esposizione se si vuole evitare di rovinare situazioni fotograficamente molto belle.
La luce ed il mimetismo degli animali spesso può capitare di dovere fare parecchi scatti su un soggetto prima di trovare le impostazioni giuste per avere una buona foto. Il classico leopardo su un ramo , mimetizzato su un ramo scuro contro uno sfondo di cielo luminosissimo mette a dura prova qualunque fotografo. Altrettanto gli uccelli posati su un ramo sotto la luce diretta del sole potrebbero risultare estremamente scuri se non fotografati con le corrette impostazioni.

A meno che siate esperti al punto di fotografare in formato raw e dedicarvi successivamente alla post produzione, il mio consiglio è di tenere durante il safari un bilanciamento del bianco spostato leggermente sul caldo, otterrete colori più aranciati che meglio si prestano a rappresentare i colori della savana.

Da non dimenticare mai di chiedere sempre il permesso prima di fotografare persone durante i vostri viaggi e anche durante un safari fotografico.

In safari portarsi tante, tante schede di memoria, quello che normalmente vedo fare ai miei ospiti (non fotografi professionisti ma normali turisti) è una media di circa 300 foto al giorno. Tante foto, che poi andranno selezionate ed eliminate senza pietà con calma a casa per mantenere solo gli scatti migliori, da vedere e riguardare sognando il prossimo safari fotografico in Kenya!!

2018-02-16T12:49:54+00:00

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